Mi ritrovo a parlare del mio orto…spero di non esagerare.
10 giorni fa ho fatto l’ultimo raccolto…melanzanine, peperoni, pomodori (che devo dire sono stranamente ancora dolci e saporiti) e, udite udite, ARACHIDI!
Ecco un pò di foto
Altre foto le trovate cliccando qui
Parliamo adesso degli arachidi.
Ho scoperto, quando la Vale ha deciso che avremmo dovuto seminarli perché aveva trovato i semi da “i fiori del bene” che l’arachide era massicciamente coltivato e prodotto in Italia prima della seconda guerra mondiale e che dagli anni 50 in poi la produzione è man mano scomparsa ”a causa dell’elevato fabbisogno di manodopera per la raccolta” (vedi qui) e, aggiungerei, dei costi di estrazione non competitivi, per ovvi motivi di diritti dei lavoratori, con quelli del sud America o dell’Africa.
“A metà degli anni 90 un agricoltore della Bassa Veronese ebbe l’idea di riprendere la coltivazione dell’arachide, acquisendo le tecnologie statunitensi e importando le macchine necessarie.” e allora mi son detto “se lo possono coltivare nella bassa veronese…lo posso coltivare anch’io”
La cura necessaria è: quantità modeste di acqua fino a che spuntano le piante in superficie e poi siccità: che bazza, no?
Ed ecco il modesto, ma riuscito, raccolto
“L’arachide è una leguminosa in grado di fissare l’azoto dell’aria e di lasciarne notevoli quantità nel terreno, e ha una notevole capacità di assorbirne tutti gli elementi nutritivi. Di conseguenza ha un fabbisogno limitato di fertilizzanti e migliora la fertilità del terreno.”
Ideale per la coltivazione biologica, dunque
Con mia enorme sorpresa l’arachide, come vedete, è attaccato alle radici, quindi sta sotto terra. Io pensavo fossero frutti come i fagioli, quindi che apparissero sui gambi della pianta…e invece!
Troverete altre info sulle arachidi a questi link
http://www.ifioridelbene.com/product.php?id_product=10
http://www.youtube.com/watch?v=5LwaPhaaIuQ
http://www.youtube.com/watch?v=IfoBFxeuJmE&feature=player_embedded
http://www.youtube.com/watch?v=NqvTP28HUn0&NR=1
E ora passiamo invece alla conservazione dell’ultimo raccolto
I frutti raccolti già maturi ovviamente li abbiam mangiati. Mentre quelli verdi li abbiamo appesi, con i loro rami, in cantina.
Nelle foto che trovate qui e qui la conservazione è iniziata a metà ottobre. Mentre queste altre immagini (1 e 2) sono dell’ultimo raccolto
E’ un sistema tradizionale di conservazione: il frutto continua ad assorbire parte delle essenze vitali e comclude la sua maturazione mentre la pianta secca. Il sapore non è quello buono, dolce e succoso dei periodi estivi, ma è pur sempre migliore degli ortaggi del supermercato.
Io ancora non ho avuto il coraggio di tagliare le piante di pomodoro del tutto…per cui, chissà, potrei fare un ennesimo raccolto, ma ho dei seri dubbi!
































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