…ed ecco il risultato

18 07 2011

pubblico le foto della prima passata fatta con i pomodori del mio orto!

le trovate qui

che soddisfazione!





dalla Terra ai fornelli

12 07 2011

Tornando dalla mia vacanza di mezza estate ho pensato molto al mio orticello ed ero molto spaventato.

Il primo gesto compiuto, appena spento il camper, è stata la visita di controllo ultra veloce. Ebbene si, i pomodori finalmente erano rossi e abbondanti. Che gioia!

Il mais presentava qualche anomalia nella barbetta e le patate rimaste in terra avevano 1/5 delle foglie. Sigh! PAURA!

Eh si, durante la mia assenza cimici, dorifera e altri maledettissimi insetti si erano appropriati del territorio…e banchettavano alle mie spalle.

Ma, siccome la massima di Bill Mollison “non avete un problema per l’eccesso di lumache, avete un problema di mancanza di anatre” fa parte della mia personalissima e intimissima filosofia di vita (anche fuori dall’orto), ho deciso di non lottare contro le bestioline voraci, ma di spiegargli, una ad una, che non erano gradite.

Quindi le ho raccolte con molta pazienza e accompagnate sotto i miei scarponi a fare un definitivo sonnellino!

MMMMERDA che rabbia….mi hanno fatto secchi una quantità impressionante di pomodori, sono stato costretto a raccogliere tutte le patate con la conseguenza che avrei potuto raccoglierne il doppio fra un paio di settimane, e hanno mangiato tutte le barbe delle pannocchie.

Il giorno dopo sono passato all’attacco con il pirestro, non avendo anatre o altri contrastanti naturali a disposizione e non avendo potuto seguire l’orto costantemente come gli altri anni.

il piatto più buono del mondo!

Comunque lo spaghettino (e anche di più) è venuto fuori…e anche molto buono, giuro!

 

piccolo raccolto

primo piccolo raccolto degno di esser chiamato così





un attimo per il mio orto (semi) abbandonato

30 06 2011

ed eccomi alle prese con (mmmh) 3 lavori (il solito, una nuova partnership e un progetto tutto nuovo), ma l’orto non può non trovare spazio nei miei pensieri…e fra una telefonata e un’incazzatura, una riunione e 100 email inviate, ecco spuntare nella mia testa la preoccupazione per quel bancale ormai libero dalle fave e dall’insalata da taglio e che presto dovrò rimescolare per i broccoli invernali! insomma, non lo sto cagando il mio povero orto, ma lo penso! :-)

fagioli rossi

i fagioli rossi

Ci vado sempre meno e le “femminielle” dei pomodori hanno il diametro dei rami di una sequoia…i piccoli pomodori che a fatica dopo la quindicinale pioggia dei primi di giugno stanno cercando di maturare sono stati prematuramente raggiunti da un’immensa colonia di simpatiche cimici. Avrò raccolto si e no mezzo chilo di pomodori ad oggi, ma in compenso ho già mangiato delle ottime melanzane, e le piante spontanee di patata (nate nel bancale in cui erano state lo scorso anno), mi stanno regalando tuberi molto grandi già da un mese.

Le insalate varie sono andate in fiore e le taccole, che producevano un paio di kg al giorno di mega fagiolini, hanno finalmente smesso!

Insomma, anche se non gli sto dietro, il mio orticello, poveretto, sta facendo il possibile.

Allora ieri per onorarlo gli ho scattato qualche foto…spero che così sia stimolato a procedere, anche senza il mio ausilio!

Guardate un pò, se vi pare!

 





ricominciamo

18 02 2011

saltata la stagione invernale 2009/2010, ma risvegliatosi meravigliosamente, e precocemente nella stagione primaverile/estiva, il mio orto gode di ottima salute ed è ora di farlo ritornare ricco di pomodori, melanzane, peperoni ecc.

E’ dal novembre 2009 che ho abbandonato il blog, ma mi è tornata voglia di riprenderlo in mano.

Vi riassumo i mesi precedenti (senza immagini, purtroppo)

La stagione primavera/estate 2010 è stata la più interessante di tutte, fin’ora, con grande produzione di melanzane, peperoni, basilico, pomodori, zucchine e, per la prima volta, di patate e zucca.

Le patate, che ripeterò, sono state una gran soddisfazione: in pochissimo spazio (2X3 mt) ho prodotto una quarantina di kg, raccolti quasi tutti prima di agosto, man mano che venivan fuori.

Ho messo giù una trentina di piante di pomodori, limitandomi a 3 speci (ho poi sperimentato nell’orto dei miei sucoceri altre 3 speci: banana [che vien fuori giallo e allungato come una banana, per l'appunto] clicka qui, cherokee , detto anche cherokee purple, solo che a noi è venuto grande come un ciliegino, mentre in realtà dovrebbe essere tipo cuore di bue, e una specie, di cui non so il nome, che mi ha dato mia zia e che ha frutti piccoli e arancioni.

Invece nel mio orto ho messo i classici ciliegino, i classici san marzano e i classici cuore di bue!

Melanzane e peperoni in abbondanza e a primavera anche fave, ma niente piselli :-(

La zucca mi ha fatto una sola zucca, ma bellissima. Ma è perché non l’ho cagata…non l’ho sfoltita ne niente…

 

Poi per la prima volta ho fatto l’orto invernale e stiamo ancora raccogliendo qualcosa (gli ultimi cavoli e le ultime verze)

e ora mi accingo a programmare le rotazioni e stabilire dove mettere le piante fra uj mesetto…per il momento mi limito a finire la serra per fare il semenzaio…speriam di farcela!

Per il resto nella norma, ne troppi ne pochi (cetrioli, fagiolini, insalate, carote, zucchine)





Le ultime raccolte dell’orto estivo

19 11 2009

Mi ritrovo a parlare del mio orto…spero di non esagerare.

10 giorni fa ho fatto l’ultimo raccolto…melanzanine, peperoni, pomodori (che devo dire sono stranamente ancora dolci e saporiti)  e, udite udite, ARACHIDI!

Ecco un pò di foto

ultima raccolta ortaggi estivi

ultima raccolta ortaggi estivi

casetta ultimo raccolto

casetta ultimo raccolto

Altre foto le trovate cliccando qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parliamo adesso degli arachidi.

Ho scoperto, quando la Vale ha deciso che avremmo dovuto seminarli perché aveva trovato i semi da “i fiori del bene” che l’arachide era massicciamente coltivato e prodotto in Italia prima della seconda guerra mondiale e che dagli anni 50 in poi la produzione è man mano scomparsa  ”a causa dell’elevato fabbisogno di manodopera per la raccolta” (vedi qui) e, aggiungerei, dei costi di estrazione non competitivi, per ovvi motivi di diritti dei lavoratori, con quelli del sud America o dell’Africa.

“A metà degli anni 90 un agricoltore della Bassa Veronese ebbe l’idea di riprendere la coltivazione dell’arachide, acquisendo le tecnologie statunitensi e importando le macchine necessarie.” e allora mi son detto “se lo possono coltivare nella bassa veronese…lo posso coltivare anch’io”

La cura necessaria è: quantità modeste di acqua fino a che spuntano le piante in superficie e poi siccità: che bazza, no?
Ed ecco il modesto, ma riuscito, raccolto

 

raccolto arachidi 2009

raccolto arachidi 2009

“L’arachide è una leguminosa in grado di fissare l’azoto dell’aria e di lasciarne notevoli quantità nel terreno, e ha una notevole capacità di assorbirne tutti gli elementi nutritivi. Di conseguenza ha un fabbisogno limitato di fertilizzanti e migliora la fertilità del terreno.”

Ideale per la coltivazione biologica, dunque

Con mia enorme  sorpresa l’arachide, come vedete, è attaccato alle radici, quindi sta sotto terra. Io pensavo fossero frutti come i fagioli, quindi che apparissero sui gambi della pianta…e invece!

 

 

Troverete altre info sulle arachidi  a questi link

http://www.ifioridelbene.com/product.php?id_product=10

http://www.youtube.com/watch?v=5LwaPhaaIuQ

http://www.youtube.com/watch?v=IfoBFxeuJmE&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=NqvTP28HUn0&NR=1

 

E ora passiamo invece alla conservazione dell’ultimo raccolto

I frutti raccolti già maturi ovviamente li abbiam mangiati. Mentre quelli verdi li abbiamo appesi, con i loro rami, in cantina.

Nelle foto che trovate qui e qui la conservazione è iniziata a metà ottobre. Mentre queste altre immagini (1 e 2) sono dell’ultimo raccolto

E’ un sistema tradizionale di conservazione: il frutto continua ad assorbire parte delle essenze vitali e comclude la sua maturazione mentre la pianta secca. Il sapore non è quello buono, dolce e succoso dei periodi estivi, ma è pur sempre migliore degli ortaggi del supermercato.

 

Io ancora non ho avuto il coraggio di tagliare le piante di pomodoro del tutto…per cui, chissà, potrei fare un ennesimo raccolto, ma ho dei seri dubbi!

 





L'orto e le Autoproduzioni di… Commento: “Il pane”

18 11 2009

Messaggio inoltrato
Da: Valentina Corni <cornienator>
Date: 18 novembre 2009 12.32
Oggetto: Re: [L'orto e le Autoproduzioni di...] Commento: "Il pane"
A: Egidio Rimoli <egidio.rimoli>

questo è come lo faccio io, ma bisogno disporre già della pasta madre!
La sera impasti un chilo di farina con acqua e pasta madre . Se vuoi
evitare paciughi ti consiglio di impastare subito nella terrina dove
avverrà la lievitazione, tieni presente però che la pasta crescerà,
almeno il doppio, e sarà necessaria una bella ciotolona.

Una volta che la pasta ha raggiunto una bella consistenza elastica ne
stacchi un po’ e la metti in un barattolo, se pensi di voler impastare
più di un chilo la prossima volta cambia barattolo, non usare quello
che ti ho dato
(di solito per un chilo e mezzo di farina io riempio un barattolo di
miele di quelli da chilo). Metti poi un cucchiaio di sale e ri-impasti
il tutto.

Copri la ciotolona con un coperchio e avvolgi il tutto in una tovaglia
o una coperta.

La mattina dopo colazione la rimpasti (dentro la ciotola, secondo me è
molto più pratico!! Poi fai tu) e rimpacchetti il tutto con coperchio
e coperta come avevi fatto la sera prima.

Verso l’una (ma se torni più tardi non importa) accendi il forno a 250
gradi con una leccarda piena d’acqua sul fondo, lavori la pasta, dai
una "spolverata" di farina alla teglia che userai e ci metti sopra la
pasta a cui avrai dato una forma "cicciotta".
Dai anche una bella "spolverata" di farina sulla pasta e copri con un
tovagliolo.

Quando l’acqua della leccarda bolle metti il sale e l’olio sulla
pagnotta (non troppo olio, sennò fai le crescentine!) e inforni il
pane. Il forno deve essere pieno di vapore acqueo.

Non so dirti quanto dovrà starci, perchè le cotture cambiano da forno
a forno, ma almeno mezz’ora, dopodichè guardi.

Quando il pane ti sembra pronto spegni il forno, ma il pane lo lasci
dentro a raffreddare.
Se quando vuoi spegnere non sei proprio convinta "batti" il pane sulla
pancia, sotto, dovrebbe dare un suono un po’ vuoto, come se battessi
su una porta (vuol dire che dentro è cotto e non c’è della mollica
cruda)

Il 18 novembre 2009 09.17, Egidio Rimoli <egidio.rimoli> ha scritto:

> Chiedono la ricetta del pane
>
> Messaggio inoltrato
> Da: comment-reply <comment-reply>
> Date: 17 novembre 2009 22.40
> Oggetto: [L'orto e le Autoproduzioni di...] Commento: "Il pane"
> A: egidio.rimoli
>
>
> Nuovo commento all’articolo #68 "Il pane"
> Autore: Sebastiano Moruzzi (IP: 79.34.26.5 ,
> host5-26-static.34-79-b.business.telecomitalia.it)
> E-mail: mer0090
> URL :
> Whois : http://ws.arin.net/cgi-bin/whois.pl?queryinput=79.34.26.5
> Commento:
> Ma quanto ci mette a impastare? A me piacerebbe molto provare a farmelo, ma
> quando provammo il pane era troppo duro e sapeva molto di pasta madre e le
> bimbe non apprezzarono.
>
> Dai, convinci la vale a postare la ricetta…
>
> È possibile vedere tutti i commenti a questo articolo qui:
> http://ortoproduzioni.wordpress.com/2009/11/05/il-palog-ma-non-ce-lhone/#comments
>
> Cancella:
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> You can reply to this comment via email as well, just click the reply button
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Il pane

5 11 2009

Vorrei avere il tempo di chiedere alla Vale la ricetta del suo pane e di poterla mettere sul blog, ma non ce l’ho.

Per cui mi limito a farvi vedere che meraviglia è! E poi, prima o poi, vi darò la ricetta. L’unica cosache so è che utilizza una pasta madre che sta mantenendo viva da un paio d’anni e che è già stata tramandata a molte altre aspiranti panettiere.

Ecco le foto

Alice mostra il pane

Alice mostra il pane

Foto053

Alice lecca il pane...

Alice lecca il pane...

Pane appena sfornato

Pane appena sfornato





lo stato dell’orto

29 10 2009

 

Melenzanina

Ed ecco un pò di foto degli ultimi spiragli del mio orto estivo…e poi quell’accenno di invernale che ho piantato a    settembre

ecco le foto





don Alessandro Santoro, prete

28 10 2009

mi è arrivata questa email e ho deciso di postarla sul blog…anche se non attinente alle autoproduzioni

Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana

Don Alessandro Santoro, socio fondatore del Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, da anni prete della Comunità Le Piagge di Firenze, una delle periferie ove il disagio sociale è più pesante, è stato “sollevato dalla cura pastorale” per decisione dell’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori.

La colpa ( o le colpe visto che nel mirino don Santoro lo è da tempo) commessa? Ha dato spazio ai sentimenti di amore che uniscono un uomo ed un uomo, ora diventato donna, unendoli in matrimonio, pur non utilizzando la formula canonica.

Dunque non un problema di sostanza, essendo la sostanza dell’atto l’amore ed essendo l’amore molto attinente – mi sembra – al pensiero cattolico/cristiano, ma di burocrazia, quella burocrazia creata e rappresentata dalla gerarchia cattolica, spesso con le mani adorne d’oro, che ben poco umilmente pretende di normare e sanzionare un atto d’amore.

Ho conosciuto don Alessandro Santoro, è un prete che non vive in fastose dimore, non opera in chiese costate milardi: la sua azione si esplica in un capannone di ondulato che funge da centro sociale, mensa, mercatino solidale, punto di ascolto, e chiesa.

A mio parere don Alessandro Santoro vive e opera con coerente pensiero cristiano e forse è questa la sua colpa più grande.

scrivi a don Alessandro Santoro>>> ilmuretto

scrivi all’arcivescovo Giuseppe Betori>>>info

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.la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza,della contiguità e quindi della complicità.
Paolo Borsellino

Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, sede di Bologna
www.icareancora.it www.comunepartecipato.it www.camina.it

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gli orti dei … lontani

27 10 2009

L'orto di Raffaele

Orto di Raffaele

Ho pubblicato la foto che mi ha mandato un amico, Raffaele, detto “u nivuro” = “il nero“,  che non vedo da anni

Pare sia diventato orto dipendente…bello no?

qualche mese fa con un altro amico che vive lontano (a Vibo Valentia) e che, come per Raffaele, non vedo da tantissimo tempo, ci siamo ritrovati a parlare (a chattare, in realtà, purtroppo) dei nostri orti e di come stavan venendo su…di cosa avevamo piantato ecc.

Seppur lontani pare che stiam facendo percorsi più o meno simili, almeno in questo ambito

Aspetto altre foto!








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